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Istituzione della causale contributo EBIS denominata 'Ente Bilaterale Nazionale degli impianti ed attività sportive profit e non profit EBISport'
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 3/E del 5 gennaio 2018, ha istituito la causale contributo EBIS per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Bilaterale Nazionale degli impianti ed attività sportive profit e non profit 'EBISport'.
(Vedi risoluzione n. 3 del 2018)

Adempimenti dichiarativi relativi all'esercizio dell'opzione per il regime di branch exemption
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 4/E del 15 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entra fornisce chiarimenti all'istanza di interpello presentata da un'associazione di categoria in cui si fa presente che alcune imprese associate intendono aderire al regime di branch exemption già dal periodo d'imposta 2016. Nell'esercizio dell'opzione le stesse hanno riscontrato che i modelli dichiarativi non sono allineati al contenuto del provvedimento del Direttore delle Entrate del 28 agosto 2017. Per accedere al regime indicato le imprese interessate dovranno presentare un modello Redditi 2017 integrativo e sostitutivo entro il 29 gennaio 2018, ossia entro 90 giorni dalla scadenza del 31 ottobre 2017. Questo, per allineare il comportamento già assunto dalla società con i nuovi chiarimenti del fisco. Per quanto concerne il calcolo del reddito imponibile devono essere disattese le istruzioni del quadro RF dei modelli Redditi 2017. In particolare, la somma dei redditi e delle perdite di tutte le singole branch va ripartita tra le variazioni in aumento (se negativa) o in diminuzione (se positiva), rispettivamente nei righi RF31, con codice 45, e RF55, con codice 41. In relazione all'Ace delle singole stabili organizzazioni, il rendimento nozionale spettante va indicato nel campo Rendimenti totali, al netto della quota eccedente di competenza della branch. Il provvedimento non ammette la presenza di brunch plurime nello stesso stato, anche in presenza di più sedi o impianti autonomi. Pertanto, ai fini dell'opzione e del calcolo dell'utile/perdita da escludere si assume che all'estero vi sia un'unica stabile organizzazione, fatta eccezione per l'ipotesi in cui il singolo sito produttivo integri i presupposti applicativi della disciplina Cfc.
(Vedi risoluzione n. 4 del 2018)

Deposito Iva
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n 5/E del 16 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate interviene sui depositi Iva dopo le modifiche contenute nel dl n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla legge n. 225/2016, in vigore dal 1°aprile 2017. Se il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal deposito Iva coincide con quello che ha effettuato l'immissione in libera pratica con introduzione dei beni nello stesso deposito, non esiste l'obbligo di prestare la garanzia prevista dall'art. 50-bis, comma 6, del dl 331/1993. La garanzia è necessaria solo per i soggetti che intendono avvalersi del reverse charge anche se non possiedono i requisiti di affidabilità. Chi procede all'estrazione dei beni e coincide con colui che ha effettuato l'introduzione degli stessi nel deposito Iva ha già prestato garanzia e, dunque, è esentato dalla presentazione di una ulteriore garanzia 'in uscita'. Per tale soggetto restano però ferme le modalità di svincolo della garanzia 'in entrata', ovvero contratta al momento dell'introduzione dei beni nel deposito. La garanzia che sostiene le operazioni di immissione in libera pratica di beni destinati ad essere introdotti in depositi Iva è diversa da quella che sostiene le operazioni di estrazione degli stessi; le due garanzie, inoltre, sono tra loro indipendenti. Ciò trova conferma dal fatto che le due garanzie sono prestate da due soggetti diversi e hanno anche una diversa durata temporale. In alcuni casi per l'immissione di beni in libera pratica mediante introduzione nel deposito Iva non vi è l'obbligo di prestare la garanzia 'in entrata'.
(Vedi risoluzione n. 5 del 2018)

Regime di non imponibilità per le navi adibite alla navigazione in alto mare – chiarimenti
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Non rischia sanzioni l'armatore che fornisce la documentazione idonea a rappresentare con precisione le tratte effettuate dalla nave. Con questa documentazione il fornitore verifica la circostanza del prevalente impiego in alto mare. Ciò assume valenza soprattutto se il cessionario ha indebitamente richiesto il regime di non imponibilità previsto per le cessioni di navi adibite alla navigazione in alto mare, requisito questo che ricorre qualora la nave è stata impiegata, nel periodo d'imposta precedente, in misura superiore al 70% in viaggi oltre le 12 miglia marine. E' uno dei chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 6/E del 16 gennaio 2018 che integra quanto già espresso con la risoluzione n. 2/E/2017 che ha dichiarato non imponibili ad Iva le cessioni di navi adibite alla navigazione in alto mare. Il documento di prassi amministrativa ricorda che il viaggio in alto mare è il tragitto compreso tra due punti di approdo, durante il quale vengono superate le 12 miglia nautiche. Tale superamento implica che l'intero viaggio è da considerare avvenuto in alto mare. Un viaggio effettuato interamente nelle acque territoriali di un altro Paese (diverso dall'Italia) va considerato, ai fini della normativa Iva italiana, interamente effettuato in alto mare. Per quanto concerne la documentazione idonea a provare la prevalenza dei viaggi effettuati in alto mare, questa va effettuata sulla base della documentazione ufficiale. Ossia il giornale di navigazione o il giornale di bordo; la cartografia dei viaggi e i dati estratti dai sistemi di navigazione satellitare; i contratti commerciali, le fatture e i relativi mezzi di pagamento. Questi documenti servono al fornitore a verificare il prevalente impiego della nave in alto mare. Laddove il soggetto acquirente non sia in grado di esibire al fornitore la documentazione attestante la navigazione in alto mare, perché ad esempio impossibilitato da cause documentali, può far ricorso ad una dichiarazione dell'armatore o del comandante della nave diretta ad attestare che la nave è adibita effettivamente e prevalentemente alla navigazione oltre le 12 miglia. Come affermato nella risoluzione n. 2/E/2017 in relazione alle navi in costruzione, è possibile un'applicazione provvisoria del regime di non imponibilità sulla base di una dichiarazione dell'armatore che attesti l'effettiva intenzione di adibire il mezzo alla navigazione in alto mare, anche alle ipotesi in cui si riscontra una obiettiva discontinuità nell'utilizzo del mezzo.
(Vedi risoluzione n. 6 del 2018)

Comunicazione dei dati per la dichiarazione dei redditi precompilata da parte delle Ipab
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
La legge di stabilità 2016 prevede l'obbligo per le strutture autorizzate e non accreditate, di inviare al Sistema tessera sanitaria i dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi. Le residenze assistenziali sanitarie, le case di cura e le residenze per anziani sono quindi tenute a trasmettere al Sistema le spese relative alle prestazioni sanitarie detraibili, quando queste siano rimaste a carico dell'utente. Parliamo di prestazioni attestate da documenti fiscali di spesa rilasciati su richiesta del cliente. Nell'ipotesi di ricovero di un anziano in un istituto di assistenza la detrazione spetta esclusivamente per le spese mediche e non anche per quelle relative alla retta di ricovero. Con la risoluzione n. 7/E del 16 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate precisa che se l'ente è dispensato ai sensi dell'art. 36 bis del Dpr 633/1972 dagli obblighi di fatturazione e di registrazione, relativamente alle operazioni esenti da imposta, non è neanche obbligato a rilasciare ricevute fiscali, fermo restando l'obbligo di rilasciare fattura su richiesta del cliente. Laddove l'utente abbia richiesto il rilascio dei documenti fiscali o laddove l'ente renda prestazioni esenti ai sensi dell'art. 10 numeri 18) e 19) del Dpr 633/1972, l'IPAB ha l'obbligo di comunicare tali dati al Sistema tessera sanitaria, mentre tale obbligo non sussiste per le prestazioni per le quali non siano stati emessi documenti fiscali.
(Vedi risoluzione n. 7 del 2018)

La disciplina della detrazione dell'Iva dopo le modifiche introdotte dal dl 50/2017
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la circolare n. 1/E del 17 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in ordine alla disciplina del diritto alla detrazione dell'Iva, dopo le modifiche apportate dal dl 50/2017, in vigore dal 24 aprile 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 96/2017. L'articolo 2 del decreto legge ha ridotto i termini entro cui i soggetti passivi di imposta possono detrarre l'Iva relativa ai beni e ai servizi acquistati o importati. Modificata anche la disciplina della registrazione delle fatture e, in particolare, la norma concernente il termine ultimo entro cui annotare le fatture relative ai beni e ai servizi acquistati e importati dal soggetto passivo. Le nuove disposizioni in tema di detrazione dell'Iva e di registrazione delle fatture e bollette doganali trovano efficacia a partire dai documenti emessi il 1°gennaio 2017. Le modifiche seguono la normativa comunitaria; pertanto, il diritto alla detrazione va esercitato con riferimento all'anno di ricevimento della fattura d'acquisto, anche se l'esigibilità dell'imposta si è verificata in precedenza. Ad esempio, l'Iva risultante da fatture ricevute nel 2018 per operazioni del 2017 dovrà essere detratta nelle liquidazioni periodiche del 2018, e al più tardi nella relativa dichiarazione annuale da presentare nel 2019; non potrà, invece, essere detratta con riferimento all'anno 2017, nel quale si è verificata l'esigibilità dell'imposta, ma non era disponibile la fattura. Il diritto alla detrazione può esercitarsi nell'esercizio in cui si realizzano entrambi i requisiti necessari allo scopo: quello sostanziale della intervenuta esigibilità dell'imposta e quello formale del possesso della fattura. La circolare chiarisce, inoltre, che l'imposta non detratta nell'anno in cui è pervenuta la fattura potrà comunque essere recuperata dal contribuente presentando una dichiarazione integrativa 'a favore', entro la scadenza dei termini per l'accertamento. Anche la tardiva emissione o ricezione della fattura non è di ostacolo all'esercizio del diritto di detrazione con riferimento al periodo d'imposta in cui il documento è stato ricevuto e registrato, anche se l'esigibilità si è verificata in anni precedenti. Una fattura di acquisto ricevuta nel 2018 per beni consegnati nel 2017, potrà essere annotata in contabilità, al più tardi, entro il 30 aprile 2019. Qualora la registrazione avvenga tra il 1°gennaio e il 30 aprile 2019 essa dovrà essere effettuata in un'apposita sezione del registro Iva degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018, facendo concorrere l'imposta medesima alla formazione del saldo Iva della dichiarazione relativa al 2018, da presentare entro il 30 aprile 2019.
(Vedi circolare n. 1 del 2018)

Istituzione della causale contributo 'ENAB' denominata 'Ente Nazionale Autonomo Bilaterale – E.N.A.B. IMPRESE'
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 1/E del 5 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo 'ENAB' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Nazionale Autonomo Bilaterale 'E.N.A.B. IMPRESE'.
(Vedi risoluzione n. 1 del 2018)

Istituzione dei codici tributo per l'utilizzo in compensazione dei crediti d'imposta per l'adeguamento tecnologico finalizzato alla trasmissione dei dati all'Agenzia delle Entrate
Venerdì, 19 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 2/E del 5 gennaio 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l'utilizzo in compensazione, mediante modello F24, dei crediti d'imposta per l'adeguamento tecnologico finalizzato alla trasmissione dei dati all'Agenzia delle entrate, di cui all'art. 21-ter del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, inserito dall'art. 4, comma 2, del decreto legge 22 ottobre 2016 n. 193.
(Vedi risoluzione n. 2 del 2018)

Tassazione ai fini dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo di un contratto d'appalto stipulato tra un comune e un'organizzazione di volontariato
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 158/E del 21 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate risponde ad un quesito formulato da un Comune sull'affidamento in appalto, ad un'organizzazione di volontariato, del servizio di mantenimento e custodia di animali randagi. L'interpellante chiede come debba essere trattato l'atto pubblico amministrativo ai fini dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo alla luce delle modifiche normative introdotte in materia per le organizzazioni di volontariato dal decreto legislativo che ha istituito il Codice del Terzo settore. Il dubbio concerne la possibilità di avvalersi delle esenzioni dall'imposta di registro e dall'imposta di bollo previste dall'art. 8 della legge 266/1991. L'Amministrazione finanziaria chiarisce che qualora il contratto di appalto venga registrato entro il 31 dicembre 2017, esso sarà considerato esente dall'imposta di registro e dall'imposta di bollo. Per le registrazioni effettuate dopo il 31 dicembre 2017, l'atto sarà considerato esente dall'imposta di bollo ma sarà assoggettato all'imposta di registro con aliquota del 3%. Ciò in quanto dal 1°gennaio 2018 trovano applicazione le agevolazioni previste dall'art. 82 del Codice del Terzo settore.
(Vedi risoluzione n. 158 del 2017)

Istituzione del codici tributo per il versamento delle somme dovute per omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato, richieste dagli uffici della Giustizia Amministrativa
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 159/E del 21 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite il modello 'F24 Versamenti con elementi identificativi' (c.d. F24 ELIDE), delle somme dovute per omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato, richieste dagli uffici della Giustizia Amministrativa. L'operatività dei nuovi codici tributo decorre dal 1°gennaio 2018.
(Vedi risoluzione n. 159 del 2017)

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo delle agevolazioni a favore delle imprese localizzate nella zona franca urbana istituita nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpite dal sisma
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 160/E del 21 dicembre 2017, ha istituito il codice tributo 'Z148 – denominato 'ZFU CENTRO ITALIA – Agevolazioni imprese per riduzione versamenti – art. 46 d.l. n. 50/2017' per l'utilizzo, tramite modello F24, delle agevolazioni a favore delle imprese localizzate nella zona franca istituita nei comuni delle regioni del Lazio, dell'Umbria, delle Marche e dell'Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016.
(Vedi risoluzione n. 160 del 2017)

Fusione per incorporazione tra due società comunitarie con stabile organizzazione in Italia – applicabilità dell'art. 181 del Tuir anche alle operazioni di cui alla lettera d) dell'art. 178 del Tuir
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
Con la risoluzione n. 161/E del 22 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate risponde ad un interpello in cui si chiede se in una operazione di fusione tra soggetti comunitari non residenti che operino nello Stato attraverso stabili organizzazioni siano astrattamente riportabili le perdite fiscali pregresse prodotte dalle rispettive stabili. Nel caso analizzato la fusione riguarda due società residenti in Francia e in Lussemburgo. Ambedue dotate di una stabile organizzazione in Italia. La stabile organizzazione della società francese, per effetto dell'operazione, subentra nella titolarità di tutte le attività e le passività e di tutti i rapporti giuridici esistenti presso la stabile organizzazione italiana della società incorporata. Con la risoluzione si chiede se, per effetto della fusione transfrontaliera, le perdite siano riportabili nella stabile organizzazione dell'incorporante, trovando applicazione, per analogia, il disposto dell'articolo 181 del Tuir. Per l'operazione di fusione transfrontaliera trova applicazione il principio di neutralità e di continuazione dei valori fiscali sanciti dal Tuir in materia di fusioni 'domestiche', nei limiti in cui la stabile organizzazione mantenga inalterato il complesso dei beni, diritti ed obblighi facenti capo ad essa anteriormente alla fusione. Con riguardo alla possibilità di utilizzare le perdite fiscali pregresse realizzate, prima della fusione, dalla stabile organizzazione della società incorporata, l'articolo 181 del Tuir dispone che le perdite fiscali sono ammesse in deduzione da parte del soggetto non residente alle condizioni e nei limiti di cui all'articolo 172, comma 7, proporzionalmente alla differenza tra gli elementi dell'attivo e del passivo effettivamente connessi alla stabile organizzazione sita nel territorio dello Stato risultante dall'operazione e nei limiti di detta differenza. Benché detta disposizione faccia riferimento soltanto alle fusioni e alle scissioni totali transfrontaliere in cui la società incorporata o scissa italiana si trasformi in una stabile organizzazione della società incorporante non residente, per ragioni di ordine logico sistematico si ritiene che la stessa debba trovare applicazione in relazione a tutte quelle operazioni di riorganizzazione poste in essere tra soggetti comunitari non residenti in Italia che comportino nello stesso Stato italiano una costituzione o una aggregazione o un semplice trasferimento di stabili organizzazioni. Tuttavia, qualora l'intero patrimonio della stabile organizzazione della società incorporata confluisca nella stabile organizzazione della incorporante costituita appositamente in occasione dell'operazione straordinaria, non si verifica un'integrazione di attivi e, pertanto, la disciplina che limita il riporto delle perdite fiscali non troverà applicazione.
(Vedi risoluzione n. 161 del 2017)

Applicazione del contributo unificato ai ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
Il ricorso straordinario in materia tributaria è inammissibile. Lo ha chiarito il Consiglio di Stato che ha altresì precisato che il contributo unificato ha carattere tributario e l'obbligazione del pagamento sorge in capo al ricorrente all'atto della presentazione del ricorso straordinario. Dunque, il presupposto oggettivo del dovere contributivo risiede nella avvenuta proposizione del ricorso. L'inammissibilità del ricorso straordinario in materia tributaria, non comporta l'esonero dal pagamento del contributo unificato nel caso in cui il ricorso sia stato comunque presentato. L'obbligazione permane anche nell'ipotesi della eventuale rinuncia al ricorso. Il ricorso straordinario può essere trasposto in sede giurisdizionale amministrativa. La prosecuzione del giudizio davanti al giudice amministrativo comporta l'obbligo per il ricorrente di integrare il contributo dovuto, considerati i diversi importi previsti per il ricorso straordinario e per quello giurisdizionale. All'organo che ha emanato l'atto o al Ministero competente spetta il compito di controllare il regolare assolvimento del tributo, nonché quello di recupero e riscossione. La presentazione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presuppone il contestuale pagamento del contributo unificato. La verifica del regolare assolvimento del tributo spetta esclusivamente all'amministrazione che ha emesso l'atto oggetto di impugnazione. Per i ricorsi avverso atti emessi da uffici dell'Agenzia delle Entrate, i medesimi uffici sono competenti a porre in essere l'attività di recupero, anche coattivo, in caso di omesso o insufficiente pagamento del contributo. Gli uffici, prescindendo dalla eventuale inammissibilità del ricorso straordinario in materia tributaria, dovranno curare: il recupero del contributo unificato il cui pagamento sia stato omesso o insufficiente, notificando al contribuente l'invito al pagamento; l'irrogazione della sanzione, in caso di mancato riscontro all'invito al pagamento; l'iscrizione a ruolo, in caso di mancato pagamento, del contributo e della sanzione. E' quanto si legge nella circolare n. 29/E del 22 dicembre 2017 dell'Agenzia delle Entrate.
(Vedi circolare n. 29 del 2017)

Reclamo/mediazione tributaria – Modifiche apportate dall'art. 10 dl 50/2017 – Chiarimenti e istruzioni operative
Venerdì, 12 Gennaio , 2018
L'Agenzia delle Entrate dedica la circolare n. 30/E del 22 dicembre 2017 alle modifiche sulla disciplina del reclamo/mediazione contenute nella manovrina di primavera. Per gli atti ricevuti dai contribuenti a partire dal 1°gennaio 2018 opera la nuova soglia di 50 mila euro il cui intento è quello di ampliare la funzione deflattiva del contenzioso. La nuova soglia deve essere computata in base al valore della lite. Significa che va considerato solo l'importo del tributo, esclusi interessi e sanzioni. Il valore della lite va determinato sulla base non dell'importo accertato, ma di quello contestato, con riferimento al singolo atto impugnato. Pertanto, il valore della controversia è dato dall'importo del tributo contestato dal contribuente con il ricorso, al netto di interessi ed eventuali sanzioni. La nuova soglia trova applicazione, come detto, per gli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1°gennaio 2018. La notifica si considera perfezionata al momento della ricezione dell'atto da parte del contribuente e, dunque, rileva la data in cui la notifica si perfeziona per il destinatario. Se l'atto viene notificato via posta prima del 1°gennaio 2018, ma ricevuto dal contribuente successivamente, l'eventuale controversia, anche di valore superiore a 20mila e fino a 50mila euro, ricade nell'ambito di applicazione del Dlgs 546/1992. Qualora l'impugnazione concerne il rifiuto tacito alla restituzione di tributi, sanzioni e interessi è bene ricordare che il ricorso non può essere proposto prima del decorso di 90 giorni dalla data di presentazione della domanda di restituzione. Pertanto, il reclamo/mediazione trova applicazione anche nei casi in cui – alla data del 1°gennaio 2018 – non sia decorso il termine di 90 giorni dall'avvenuta presentazione di istanze relative a rimborsi superiori a 20mila e fino a 50mila euro, mentre non opera se – alla medesima data – tale termine dilatorio risulti già scaduto. In sintesi, il reclamo/mediazione si applica anche alle controversie di valore superiore a 20mila e fino a 50mila euro riguardanti: atti notificati a decorrere dal 1°gennaio 2018; rifiuti taciti per i quali, al 1°gennaio 2018, non sia interamente decorso il termine di 90 giorni dalla data di presentazione della domanda di restituzione.
(Vedi circolare n. 30 del 2017)

Iper ammortamento – Ulteriori chiarimenti sulla determinazione dei costi rilevanti e sui termini per l'acquisizione da parte dell'impresa della perizia giurata
Venerdì, 22 Dicembre , 2017
Con la risoluzione n. 152/E del 15 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate risponde alle richieste di chiarimento in merito agli investimenti in beni strumentali finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello 'Industria 4.0'. I chiarimenti vertono profili sostanziali, in ordine ai criteri di corretta determinazione del costo degli investimenti agevolabili e profili procedurali in ordine all'adempimento documentale per la fruizione del beneficio. In merito ai costi viene chiesto se vi rientrano piccole opere murarie. L'Amministrazione preliminarmente afferma che le 'costruzioni' non rientrano nell'ambito di applicazione dell'agevolazione in questione. Tuttavia, nei limiti in cui tali opere non presentino una consistenza volumetrica apprezzabile, le stesse possono configurarsi come oneri accessori e rilevare ai fini della disciplina dell'iper ammortamento. Per quanto concerne il trattamento delle attrezzature che costituiscono dotazione ordinaria del bene agevolabile, si ritiene che gli accessori indispensabili per il funzionamento della macchina possono assumere rilevanza nei limiti in cui costituiscono ordinaria dotazione del cespite principale. Pertanto, verificandosi i due presupposti (e cioè che le attrezzature siano necessarie per il funzionamento del macchinario e che ne costituiscano normale dotazione) l'iper ammortamento potrà estendersi anche al costo di tali attrezzature e accessori. Il Mise ha ritenuto nella percentuale del 5% del costo del bene principale il limite forfettario per considerare accessorie le dotazioni. Per quanto concerne, invece, gli aspetti procedurali, pur restando fermo il termine del 31 dicembre 2017 per l'effettuazione della verifica delle caratteristiche tecniche dei beni e dell'interconnessione, si consente al professionista di procedere al giuramento della perizia anche nei giorni successivi. E' sufficiente che il consulente consegni all'impresa entro fine anno una perizia asseverata, dotata di assunzione di responsabilità circa la certezza e la veridicità dei suoi contenuti.
(Vedi risoluzione n. 152 del 2017)

Scissione dei pagamenti – versamento dell'acconto Iva
Venerdì, 22 Dicembre , 2017
Con la circolare n. 28/E del 15 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate risponde ai chiarimenti in merito all'assolvimento, da parte dei soggetti riconducibili al meccanismo della scissione dei pagamenti, dell'obbligo di versamento dell'acconto Iva. Il versamento dell'acconto Iva, da effettuarsi entro il 27 dicembre, si configura quale anticipo del versamento d'imposta dovuto, per i contribuenti mensili e per quelli trimestrali. I primi, con riferimento all'ultima liquidazione periodica dell'anno, i secondi, in relazione al quarto trimestre ovvero alla presentazione della dichiarazione annuale. Il documento completa i chiarimenti forniti con la circolare 27/E/2017 e rammenta i presupposti e i metodi di determinazione dell'acconto Iva per poi soffermarsi sulle regole che i soggetti alla scissione dei pagamenti dovranno seguire. Per quanto riguarda i soggetti passivi Iva rientranti nell'ambito dello split payment, le modalità di calcolo dell'acconto Iva devono tenere conto della speciale disciplina stabilita con decreto 23 gennaio 2015, modificato dai successivi decreti 27 giugno e 13 luglio 2017, applicabile alle operazioni riconducibili nell'ambito oggettivo della predetta scissione dei pagamenti. Ai fini dell'acconto Iva le Pa e le società soggetti passivi Iva dovranno tener conto dell'imposta versata all'Erario nell'ambito della scissione dei pagamenti, cioè dell'imposta versata direttamente o dell'imposta versata a seguito della liquidazione periodica. In particolare, l’Agenzia si sofferma sui seguenti profili: acconto IVA; acconto IVA per i soggetti in scissione dei pagamenti; acconto IVA 2017 per i soggetti in scissione dei pagamenti; modalità di calcolo dell’acconto IVA per PA e Società.
(Vedi circolare n. 28 del 2017)

Somme corrisposte a seguito di stipula di accordi transattivi
Venerdì, 22 Dicembre , 2017
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 153/E del 18 dicembre 2017, risponde ad una banca che chiede di sapere se per gli indennizzi corrisposti ai soci, posti in essere in base a specifici accordi transattivi, in merito a pretese risarcitorie, sia tenuta ad adempiere agli obblighi di sostituto d'imposta. Gli accordi transattivi stipulati dalla banca con i soci stabiliscono l'erogazione di un indennizzo quale ristoro dei presunti danni relativi ad azioni XXX collegati a: a) danno da investimento disinformato; b) non corretta applicazione della disciplina relativa alla attività di intermediazione; c) mancata pubblicazione di un prospetto informato; d) danno da mancato disinvestimento; e) irregolarità formali dei contratti. Viene inoltre chiarito che gli indennizzi corrisposti ai soci dalla banca non assumono rilevanza reddituale in quanto finalizzati a reintegrare 'forfettariamente' la perdita economica patrimoniale subita dal percettore a fronte delle perdite poste in essere dalla banca.
(Vedi risoluzione n. 153 del 2017)

Agevolazione 'prima casa' – acquisto nuovo immobile da accorpare ai due preposseduti
Venerdì, 22 Dicembre , 2017
L'agevolazione 'prima casa' va riconosciuta anche quando l'acquirente è titolare di altri due appartamenti, di cui uno contiguo, nello stesso stabile, sito al terzo piano e di un altro sottostante, ubicato al secondo piano. Non è di ostacolo al bonus la circostanza che uno degli immobili preposseduti sia stato acquistato senza fruire delle agevolazioni in commento. Con la risoluzione n. 154/E del 19 dicembre 2017 l'Agenzia delle Entrate dunque chiarisce che la contribuente istante può fruire dell'agevolazione 'prima casa' per l'acquisto del nuovo immobile, a condizione che proceda alla fusione delle tre unità immobiliari e che l'abitazione risultante dalla fusione non rientri nelle categorie A/1, A/8 o A/9.
(Vedi risoluzione n. 154 del 2017)

INPS - Istituzione della causale contributo APEV
Venerdì, 22 Dicembre , 2017
A seguito della richiesta formulata dall'Inps, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 155/E del 20 dicembre 2017 ha istituito la causale contributo 'APEV' denominata 'APE Volontaria Incremento montante – articolo 1, comma 172, legge 11 dicembre 2016 n. 232'.
(Vedi risoluzione n. 155 del 2017)

Istituzione della causale contributo FOSI per il finanziamento dell'Ente Paritetico Nazionale 'FORMASICURO'
Venerdì, 22 Dicembre , 2017
L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 156/E del 20 dicembre 2017, ha istituito la causale contributo FOSI per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Paritetico Nazionale 'FORMASICURO'.
(Vedi risoluzione n. 156 del 2017)

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