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Mercoledì, 23 Gennaio , 2019
Crescita, anche Ue e Ocse pronte al taglio delle stime sul Pil Bankitalia: prestiti più difficili
Mario Sensini - Corriere della Sera - pag. 9
Dopo la Banca d’Italia ed il Fondo Monetario Internazionale, anche la Commissione europea e l’Ocse potrebbero correggere le stime di crescita dell’Italia. Il Governo ha già escluso una correzione della legge di bilancio per tenere conto del nuovo peggioramento della congiuntura. Il ministro delle Politiche europee, Paolo Savona ha definito ‘uno scandalo’ la previsione di crescita dello 0,6% di Bankitalia. Quella previsione ‘è uno scenario in cui non si fanno gli investimenti’ mentre aumentandoli come prevede la manovra si può puntare a una crescita più alta. Di sicuro le condizioni dell’economia stanno peggiorando in Italia ed in Europa. E cominciano a produrre tensioni anche sul credito, almeno nel nostro Paese. Nell’ultimo trimestre del 2018, dice Bankitalia, le condizioni del credito offerto dalle banche a imprese e famiglie si sono fatte più tese, e nel primo trimestre del 2019 non sembrano destinate a migliorare.

Passaggi senza vincoli triennali tra semplificato e forfettario
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - pag. 19
La legge 190/2014 prevede che i contribuenti che applicano il regime forfetario possono optare per applicare Iva e Irpef nei modi ordinari. L’opzione è valida per almeno un triennio. Sia la norma di riferimento che la prassi fanno riferimento a questo vincolo triennale in presenza di opzione per il regime ordinario ovvero per l’applicazione dell’Iva e delle imposte sul reddito nei modi ordinari. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 64/E/2018, lascia intendere che i contribuenti che hanno i requisiti tanto per il regime semplificato quanto per quello forfettario, fruendo di due ‘regimi naturali’ non subiscono il vincolo triennale sopra ricordato. Dall’accoglimento di questa tesi conseguirebbe che i contribuenti semplificati potrebbero transitare nel nuovo regime forfettario nel 2019 anche se nel 2017 o nel 2018 hanno optato per non applicare il forfait. E chi inizia l’attività nel 2019 scegliendo la contabilità semplificata potrebbe transitare al forfettario già nel 2020 o nel 2021.

L’immobile inagibile non è prova sufficiente
Massimo Romeo - Il Sole 24 Ore - pag. 19
L’inagibilità dell’immobile non basta a giustificare la disapplicazione della normativa antielusiva sulle società di comodo, in mancanza di prove puntuali e documentate che comprovino l’impossibilità di conseguire dei ricavi. La dimostrazione per ottenere la disapplicazione deve consistere in documenti che comprovino situazioni ‘oggettive e straordinarie’ che ostacolino il raggiungimento delle soglie individuate dalla legge. Ad affermarlo la Ctr Lombardia con la sentenza 276/15/2019 dello scorso 18 gennaio.

Esportazioni, visto doganale sulla copia cartacea della fattura
Matteo Balzanelli e Massimo Sirri - Il Sole 24 Ore - pag. 20
Nelle cessioni triangolari all’esportazione il primo cedente (IT1) vende i beni al promotore (IT2) il quale, a sua volta, li rivende a extra Ue. I beni viaggiano direttamente dal primo cedente al cliente finale. Entrambe le cessioni effettuate dai soggetti nazionali beneficiano del regime di non imponibilità Iva, concorrendo all’acquisizione dello status di esportatore abituale e alla formazione del relativo plafond per l’effettuazione di acquisti/importazioni senza applicazione dell’imposta. La prova dell’esportazione va fornita da entrambi gli operatori nazionali. Per il promotore della triangolazione la prova è costituita dal messaggio elettronico ‘risultati di uscita’ registrato sul sistema doganale; per il primo cedente sono confermate le modalità ordinarie e, quindi, è necessaria l’apposizione del visto doganale sulla fattura e la successiva integrazione con la menzione dell’uscita dei beni dalla Ue. In linea generale, la prima cessione (IT1-IT2) va certificata mediante fattura elettronica; per la seconda (IT2-EX) basta un documento cartaceo. La vidimazione della copia cartacea della fattura trasmetta allo Sdi equivale all’apposizione del visto sulla fattura.

Serve una moratoria sulle sanzioni per i corrispettivi
Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce - Il Sole 24 Ore - pag. 20
Con la risposta all’interpello 9 pubblicata ieri l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le vendite a distanza sono esentate dagli obblighi di certificazione trattandosi di commercio elettronico indiretto. Per la cessione dei propri prodotti l’interpellante voleva conoscerne le corrette modalità di certificazione. L’Agenzia ha ricordato che dal 1°gennaio 2019 le uniche modalità di certificazione dei corrispettivi sono quelle di rilascio di scontrini o ricevute fiscali ovvero la trasmissione dei corrispettivi giornalieri utilizzando i registratori telematici. Sono escluse modalità alternative come quelle realizzate in base alla legge 311/2004 per la grande distribuzione organizzata, o con salvataggio dei dati in forme tali da garantirne l’immodificabilità come nel caso di utilizzo di sistemi di conservazione elettronica dei dati. La cessione a distanza è equiparabile al commercio elettronico indiretto.

Pvc, collaborazione del Fisco decisiva
Pasquale Formica e Caterina Guarnaccia - Il Sole 24 Ore - pag. 20
Il decreto legge fiscale contiene la definizione agevolata dei Pvc. I contribuenti nei confronti dei quali sono state mosse contestazioni mediante un Pvc, consegnato entro lo scorso 24 ottobre, possono far pace con il fisco presentando una dichiarazione integrativa. L’appetibilità di questa misura dipende da alcune scelte di fondo. La presentazione di una dichiarazione integrativa a favore sarebbe opportuna, ad esempio, nelle situazioni in cui il contribuente non occulta materia imponibile ma commette un errore in ordine alla corretta allocazione temporale di un componente di reddito. In queste circostanze sarebbe opportuno far emergere anche le conseguenze della recuperabilità del quantum che si sottopone a imposizione. Operazione possibile solo di comune accordo con le Entrate.

Pagamenti rapidi per le pmi
Francesco Cerisano - Italia Oggi - pag. 31
Un emendamento al decreto legge Semplificazioni, presentato in commissione al Senato, prevede che nelle transazioni commerciali in cui il creditore sia una piccola e media impresa dovranno considerarsi gravemente inique e quindi nulle le clausole che prevedono tempi di pagamento superiori a 60 giorni. Quando invece tutte le parti del contratto sono pmi, le disposizioni sopra espresse non troveranno applicazione. La misura punta ad accelerare la liquidazione dei debiti verso le realtà produttive più piccole la cui sostenibilità finanziaria può essere facilmente messa in pericolo da contratti vessatori sui tempi di pagamento. Tra gli emendamenti trova spazio la riapertura della rottamazione ter per coloro che non avevano pagato entro il termine del 7 dicembre 2018. Nel decreto figurano anche novità per enti locali e scuola.

Rol pregresso, utilizzo limitato
Sandro Cerato - Italia Oggi - pag. 33
Le eccedenze di Rol maturate fino al periodo d’imposta 2018 possono essere utilizzate solamente a scomputo di interessi passivi imputati a partire dal 2019 e riferiti a finanziamenti contratti fino al 17 giugno 2016, ma senza alcun limite temporale. E’ quanto deriva da una lettura sistematica del nuovo articolo 96 del Tuir, alla luce del recepimento della Direttiva Atad. Il nuovo comma 4 dell’art. 96 prevede nuove regole per la determinazione del Risultato operativo lordo (Rol) il cui 30% costituisce il limite massimo di interessi passivi deducibili nel periodo d’imposta. In vigenza del ‘vecchio’ art. 96 del Tuir il Rol è sempre stato determinato tenendo conto dei valori contabili delle singole voci di conto economico, mentre a partire dal 2019 sarà necessario tener conto dei valori fiscali. Inoltre il nuovo comma 7 introduce una limitazione temporale alla riportabilità delle eccedenze di Rol, stabilendo che le stesse possono essere riportate ad incremento del Rol dei successivi 5 periodi di imposta. Per le eccedenze pregresse non ci sono però disposizioni.

Snc, la notifica non va a tutti
Valerio Stroppa - Italia Oggi - pag. 34
Con la sentenza n. 2834/2019, depositata ieri, la Cassazione penale ha stabilito che il fisco non ha l’obbligo di notificare l’accertamento a tutti i titolari della Snc. Per la validità è sufficiente che l’accertamento sia notificato ad un solo socio. Poi, in base all’articolo 2291 c.c. ciascun socio risponde solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali incluse quelle tributarie. E’ pertanto valida la condanna per reati fiscali di uno solo dei soci, anche se l’Amministrazione finanziaria non ha informato tutti gli altri delle pendenze con l’Erario. Il caso sottoposto ai giudici di legittimità vedeva protagonista un imprenditore laziale, condannato in primo grado e in appello per l’omesso pagamento di Iva da parte della Snc di cui era contitolare e legale rappresentante.

Liti fiscali, la difesa è esclusiva
Cristina Bartelli - Italia Oggi - pag. 35
Oggi in commissione Finanze della Camera i deputati della Lega presenteranno un progetto di legge di riforma tributaria. La novità più importante è che nel nuovo processo tributario la difesa spetterà solo ad avvocati e commercialisti. Verranno escluse così tutte le figure professionali attualmente abilitate alla difesa del contribuente davanti alle commissioni tributarie provinciali e regionali. Stop, dunque, a consulenti del lavoro, tributaristi, ingegneri, architetti, geometri, agrotecnici e periti agrari nonché associazioni tributarie e Caf nei casi in cui il contribuente sia loro cliente. Un vero e proprio giro di vite dell’abilitazione professionale con una nuova esclusiva di difesa.

Dagli Isa stime troppo rigide
Andrea Bongi - Italia Oggi - pag. 36
A partire dal periodo d’imposta 2018 gli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale (Isa) hanno sostituito gli studi di settore. Le associazioni e le categorie professionali hanno espresso le proprie osservazioni e criticità sul nuovo strumento. In estrema sintesi ritengono che le stime sono troppo rigide e fondate prevalentemente sulla struttura dei costi. Evidenziano inoltre scarsa capacità dei modelli nel cogliere le variazioni, anche rilevanti, che possono subire da un anno all’altro i compensi percepiti e il reddito conseguente. Eccessivo poi l’abbassamento del giudizio di affidabilità in presenza di prestazioni con compensi inferiori ai minimi tabellari, mentre in altre situazioni vi è una elevata concentrazione di attività, professionali e non, in un unico modello di indicatori.

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