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Venerdì, 28 Febbraio , 2020
Crediti d’imposta e stop a Rc auto Proroga per la pace fiscale
Carmine Fotina e Marco Mobili - Il Sole 24 Ore - pag. 8
Il Governo sta lavorando su un pacchetto di misure per agevolare famiglie e imprese che si trovano nella zona rossa colpita dal Coronavirus. Nel primo decreto, in Cdm già stasera o domani, dovrebbero figurare la sospensione di sei mesi per il pagamento delle utenze di luce, acqua e rifiuti. Inoltre, saranno rinviati a fine luglio i premi assicurativi dell’Rc auto e i diritti camerali versati dalle imprese. Potenziato il Fondo di garanzia per le Pmi che sale a 750 milioni. Proroga della rata in scadenza oggi della pace fiscale. Inoltre, per tutte le Pmi scatterà la proroga fino a febbraio 2021 delle misure di allerta previste dal Codice delle crisi d’impresa. In un secondo decreto legge dovrebbero finire, invece, le misure di carattere generale per il sistema produttivo ed il turismo in tutto il Paese. Per tutelare gli stipendi dei dipendenti pubblici, invece, si ipotizza di non considerare assenze la malattia o la quarantena da Covid-19.

Negoziato con la Ue, obiettivo flessibilità per almeno 4 miliardi
Marco Rogari e Gianni Trovati - Il Sole 24 Ore - pag. 8
Emergenza da Coronavirus. Bruxelles sarebbe disposta a concedere una flessibilità pari a 4 miliardi per le spese eccezionali che l’Italia deve sostenere a causa di Covid-19. E’ ancora presto per quantificare uno sconto che Roma chiederà alla Commissione europea. Ma ieri è stato lo stesso ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri a confermare che l’Italia è ‘pronta a usare gli spazi di flessibilità concessi dalle Regole di bilancio Ue in caso di eventi eccezionali come il coronavirus’. Al momento Gualtieri non fa numeri. Da fonti interne a via XX Settembre sembra che l’ordine di grandezza potrebbe avvicinarsi alla partita giocata sui conti 2019 per la ricostruzione del Ponte Morandi e la lotta al dissesto idrogeologico: due decimali di Pil, ossia 3,7 miliardi. E’ bene, tuttavia, ricordare che la flessibilità non è automatica e che non basta da sola a tenere i saldi di finanza pubblica al riparo dagli effetti del rischio recessione. Perché il bonus è solo contabile e per essere ottenuto ha bisogno di un piano di intervento a cui destinare i finanziamenti.

Visto di conformità e modelli anche da soggetti differenti
Luca De Stefani - Il Sole 24 Ore - pag. 26
Non sempre è obbligatoria la coincidenza soggettiva tra chi tiene le scritture contabili del contribuente, chi predispone i modelli dichiarativi, chi li trasmette telematicamente e chi ne appone il visto di conformità. Si può verificare il caso che le scritture contabili siano tenute dalla società di servizi nella quale il professionista che appone il visto di conformità possieda la maggioranza assoluta del capitale sociale. In tal caso, il modello viene predisposto dal contribuente stesso e viene trasmesso telematicamente dall’associazione professionale in cui il professionista è socio e almeno la metà degli associati è abilitata all’apposizione del visto. Il visto di conformità è apposto da chi tiene le scritture e predispone la dichiarazione, che può essere, oltre al professionista, anche la società di servizi posseduta in maggioranza da professionisti o il contribuente; invece, la trasmissione della dichiarazione è consentita, fra gli altri, ai suddetti soggetti collettivi dell’art. 1 del dm 18 febbraio 1999. In questi casi non è obbligatoria la coincidenza tra chi tiene le scritture contabili, chi predispone i modelli, da chi li invia e da chi pone il visto, anche se nella sostanza questa coincidenza c’è.

Via libera valido solo se arriva da un professionista abilitato
Luca De Stefani - Il Sole 24 Ore - pag. 26
Non tutti gli intermediari abilitati all’invio delle dichiarazioni tramite Entratel pssono rilasciare il visto di conformità dei modelli che presentano, in quanto l’attività di controllo formale di cui è espressione il visto può essere richiesta solo a soggetti dotati di determinate professionalità. Solo se la dichiarazione annuale Iva è vistata da un soggetto abilitato si può compensare, con debiti non Iva in F24, il credito annuale Iva per importi annui superiori a 5mila euro. Questa condizione ora è estesa anche per le altre imposte generate dal modello Redditi, Irap e 770, sempre per importi superiori a 5mila euro. Inoltre il visto di conformità è anche strumentale ad ottenere l’esonero dalla prestazione di garanzia, nei casi di richiesta di rimborso del credito Iva superiore a 30mila euro.

Scadenza rottamazione con rischio decadenza
Giuseppe Morina e Tonino Morina - Il Sole 24 Ore - pag. 26
I contribuenti che si sono avvalsi della rottamazione ter, della definizione agevolata dei processi verbali di constatazione o della chiusura delle liti pendenti devono ricordare che il 28 febbraio scadono i termini per pagare la rata o le rate in scadenza. Per la rottamazione ter c’è una tolleranza di 5 giorni. Significa che il pagamento può avvenire entro mercoledì 4 marzo. Se non si pagano interamente e tempestivamente le somme previste si decade dalla rottamazione e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza, sospesi a seguito della presentazione della dichiarazione di adesione, e l’attività di riscossione prosegue senza possibilità di rateazione del debito.

Lettere d’intento nel ‘cassetto’ del fornitore dal 2 marzo
Benedetto Santacroce - Il Sole 24 Ore - pag. 27
Dal 2 marzo l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei fornitori degli esportatori abituali nel proprio cassetto fiscale, oltre al numero di protocollo, i dati completi della lettera d’intento inviata telematicamente dal cessionario. Ieri l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento che completa il percorso di riforma delle lettere d’intento che, pur prevedendo, delle semplificazioni per l’esportatore abituale e per il fornitore, prevede per quest’ultimo un inasprimento delle sanzioni. Con il provvedimento è stato anche emanato il nuovo modello di lettera d’intento che, come ha specificato le Entrate, dovrà essere utilizzato dal 2 marzo, anche se l’utilizzo del vecchio modello sarà possibile fino al 27 aprile. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Lettere d’intento snellite’ – pag. 29)

Iva a rate, va indicata solo la parte pagata
Alessandra Caputo e Gian Paolo Tosoni - Il Sole 24 Ore - pag. 27
L’Iva versata a rate va indicata nella dichiarazione soltanto nella misura in cui è stata effettivamente pagata, fino alla data di presentazione della dichiarazione e comunque non oltre il 30 aprile. E’ quanto si legge nella risposta ad interpello n. 81 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata ieri. Il caso riguardava un contribuente che nel 2018 aveva parzialmente omesso il versamento dell’Iva e che, a seguito del ricevimento di una comunicazione di irregolarità, aveva rateizzato il debito maturato. Dalla liquidazione periodica di dicembre 2018 era emerso un credito che il contribuente non aveva potuto indicare in dichiarazione. Le istruzioni ministeriali al modello Iva precisano che nel calcolo del credito emergente dalla dichiarazione si deve tener conto esclusivamente dei versamenti effettuati e che il rigo VL33 non deve essere compilato nel caso il cui dal calcolo emerga un importo negativo.

Ricorso facoltativo sul no all’interpello
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - pag. 27
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 5334, depositata ieri, ha affermato che il contribuente ha la facoltà e non l’obbligo di impugnare il diniego dell’Agenzia alla disapplicazione delle norme antielusive, con la conseguenza che la mancata impugnazione del rigetto per un periodo di imposta non pregiudica il ricorso avverso analoga istanza per un anno successivo. Nel caso analizzato una società presentava interpello disapplicativo perché le era stato sequestrato un immobile a seguito di revocatoria fallimentare. L’ufficio dichiarava inammissibile l’istanza per carenza documentale. Due anni dopo veniva presentata nuova istanza con richiesta di rimborso Iva, in quanto la società aveva maturato un credito Iva. Avverso il diniego del rimborso, il contribuente proponeva ricorso che era accolto dalla Ctp. La Ctr riformava la sentenza. In cassazione i giudici di legittimità hanno accolto l’impugnazione della società affermando che non è vero che la mancata impugnazione del rigetto di prima istanza possa precludere la successiva.

Bonus investimenti, nuovo modello entro marzo
Alessandro Sacrestano - Il Sole 24 Ore - pag. 29
Il bonus investimenti sarebbe fruibile fino al 2021. Tuttavia manca il modello per formulare l’istanza di accesso. Non è infatti utilizzabile il modello CIM17 per le domande relative alle annualità successive al 2019. Serve, dunque, un aggiornamento del modello per rappresentarvi gli investimenti che saranno effettuati nell’anno 2020 e negli anni 2021 e 2022. L’Agenzia delle Entrate ha reso noto che nel mese di marzo 2020 sarà disponibile il nuovo modello per accedere al credito d’imposta Mezzogiorno.

Tra i paradisi europei i soliti 6
Matteo Rizzi - Italia Oggi - pag. 23
Nonostante i richiami della Commissione europea, iniziati già dal 2018, Irlanda, Cipro, Lussemburgo, Ungheria, Malta e Paesi Bassi continuano ad evadere le tasse su royalty, interessi e dividendi. Sono i paradisi fiscali nella Ue. Soltanto l’Olanda ha modificato qualche norma elusiva. Nel corso dell’anno fiscale 2019 imprese e società del Belgio hanno trasferito oltre 172 miliardi di euro verso i paradisi fiscali più noti, contro i 207 miliardi del 2018, ma in aumento rispetto ai 129,9 miliardi del 2017 e il doppio degli 82,8 miliardi del 2016. Il Belgio è comunque l’unico paese che è sparito dal blocco dei sette che due anni fa la Commissione europea aveva indicato per la prima volta come i paradisi fiscali della Ue.

Indennizzi con credito di imposta per i cali di fatturato
Cristina Bartelli - Italia Oggi - pag. 24
Con un dl omnibus il ministero di via XX Settembre sta lavorando ad un pacchetto di misure per fronteggiare le emergenze da Coronavirus. Per le zone rosse toccate da Covid-19 si ragiona su indennizzi in termini di credito di imposta tenendo conto del settore economico e del calo di fatturato. Ad annunciarlo è il viceministro al Mef Laura Castelli. Per le aziende che hanno dovuto sospendere l’attività l’obiettivo non è solo quello di evitare i licenziamenti, attivando la cassa integrazione ma anche di sostenere le imprese sul fronte contributivo cosicché il datore di lavoro non sia convinto a licenziare ma senta il sostegno dello Stato. Sui meccanismi degli indennizzi si farà ricorso all’analisi dei dati comunicati all’Agenzia delle Entrate attraverso la fatturazione elettronica. Verrà potenziato anche il fondo per l’export. Preoccupati categorie produttive e sindacati. Necessario un grande piano di rilancio degli investimenti nel Paese per sostenere l’economia e una crescita stabile e duratura.

Maschere e tute sono detraibili
Andrea Bongi - Italia Oggi - pag. 24
Soltanto se classificati come medicinali o dispositivi medici i kit anti coronavirus potranno dare diritto alla detrazione Irpef. Parliamo di mascherine, guanti, tute protettive ed altre strumentazioni. Dunque, gli acquisti di dispositivi per proteggersi dal contagio da Covid-19 potranno avvenire anche in contanti grazie all’esonero previsto dalla legge di Bilancio 2020. L’isteria da Coronavirus ha portato una forte lievitazione dei prezzi per le mascherine che online hanno raggiunto cifre considerevoli. Per fruire della detrazione è necessario che dallo scontrino fiscale o dalla fattura risulti chiara la descrizione del prodotto acquistato e il soggetto che detiene la spesa. Non possono essere considerati validi ai fini della detrazione Irpef scontrini fiscali o fatture che riportino semplicemente l’indicazione ‘dispositivo medico’ senza la descrizione del prodotto. Di fatto per esercitare la detrazione del 19% è necessaria la descrizione del dispositivo con i codici AD o PI.

Separazione senza prima casa
Giulia Provino - Italia Oggi - pag. 27
La separazione consensuale fa decadere dall’agevolazione prima casa. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 80 di ieri, ha chiarito che non è possibile fruire dell’agevolazione prima casa se i coniugi si separano consensualmente davanti all’ufficiale di stato civile e successivamente cedono a terzi l’immobile per cui hanno fruito dell’agevolazione. L’Agenzia ricorda che la separazione consensuale non può contenere patti di trasferimento patrimoniale. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Stop al bonus prima casa con la separazione sprint’ – pag. 26)

No ipoteca sui beni del fondo
Debora Alberici - Italia Oggi - pag. 28
Con l’ordinanza n. 5369 dello scorso 27 febbraio la Corte di cassazione ha stabilito che l’Ader non può iscrivere ipoteca sui beni del fondo patrimoniale se il debito del contribuente deriva dalla sua partecipazione societaria e non è stato contratto per soddisfare i bisogni della famiglia. I giudici del Palazzaccio hanno respinto il ricorso delle Entrate. Nel caso analizzato un piccolo imprenditore si era indebitato con il Fisco per via di una partecipazione societaria che non era neppure il suo sostentamento ma semplicemente un investimento. Quindi aveva condotto i suoi beni in un fondo patrimoniale. Il Fisco, aveva prima notificato l’accertamento e l’Ader aveva avviato la riscossione con l’iscrizione dell’ipoteca. Il contribuente ha incassato subito la nullità della procedura con verdetto reso ora definitivo in sede di legittimità.

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