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Venerdì, 21 Settembre , 2018
Il vertice di centrodestra irrita il M5S Ed è scontro sul reddito di cittadinanza
Enrico Marro e Claudia Voltattorni - Corriere della Sera - pag. 2
Il vertice del centrodestra, con la parziale ricucitura dei rapporti tra Berlusconi e Salvini, ha alimentato i sospetti del M5S sulle reali intenzioni del leader del Carroccio in merito alla durata del governo. Sempre ieri il ministro dell’Economia, Giovanni Tria parlando del reddito di cittadinanza ha osservato che il beneficio, oltre agli italiani, dovrebbe andare anche agli stranieri, come previsto nella proposta di legge presentata dal Movimento nella scorsa legislatura. L’Ocse, dopo aver rivisto al ribasso le stime di crescita, ha invitato il Governo a non smontare la legge Fornero. Il responsabile di via XX Settembre, alla Camera, ha confermato che la legge di Bilancio rispetterà i vincoli sul deficit e sul debito, quindi le misure del programma saranno introdotte con ‘gradualità’. Parole sentite come l’ennesimo stop del Tesoro alle troppe richieste dei 5Stelle e del Carroccio. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Reddito di cittadinanza ai rom’ – pag. 6)

Più deficit e pensioni? Il ministro non arretra
Enrico Marro - Corriere della Sera - pag. 6
Alla Camera il ministro dell’Economia Tria ha ribadito che le misure del programma saranno introdotte con ‘gradualità’ altrimenti i conti salterebbero. Serve, dunque, equilibrio. Tra una settimana, con la presentazione della Nota di aggiornamento al Def, vedremo come il Tesoro riuscirà a convincere i due vicepremier Di Maio e Salvini ad abbassare le pretese. La Nota al Def dovrà prendere atto del rallentamento dell’economia e correggere le previsioni di aprile. Il Pil non crescerà più dell’1,5% quest’anno e dell’1,4% nel 2019. I nuovi numeri ruotano intorno all’1-1,1% quest’anno e all’1% il prossimo. La frenata dell’economia, la maggior spesa per gli oneri sul debito a causa dell’aumento dello spread e la cancellazione delle clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento dell’Iva, spingono il deficit 2019 sopra il 2% ma Tria vuole ridurlo all’1,6-1,7% altrimenti il debito pubblico non scenderà. Solo per contenere il deficit servono 7 miliardi.

‘Me lo devono solo dire, e vado subito sulle Dolomiti’ Ma i conti non cambieranno
Federico Fubini - Corriere della Sera - pag. 6
Daniele Franco, ragioniere generale dello Stato, ha il potere di negare la ‘bollinatura’ se la legge di Bilancio contiene misure che deviano dall’obiettivo di saldo indicato dal provvedimento stesso. Senza il timbro del ragioniere, la bozza di Finanziaria non arriva neanche in Consiglio dei ministri. Non va in Parlamento e il Parlamento non può cambiarla se gli emendamenti implicano uno scarto dagli obiettivi di deficit indicati. L’anno scorso Franco obbligò il Senato a rivotare una misura che non tornava. In fondo è nella natura dell’istituzione e anche dell’uomo. Rivendica la sua indipendenza. Non deve favori a nessuno e non ne concede. E’ sempre pronto a tornare nelle sue Dolomiti se non gradito. E non solleva nemmeno il tema della sua riconferma. Prendersela con il ragioniere perché non ‘trova i risparmi’ è il modo migliore per i politici per scaricare sugli altri le proprie responsabilità.

Manovra appesa alla spending Consumi Pa, i tagli mai attuati
Marco Rogari e Gianni Trovati - Il Sole 24 Ore - pag. 3
Per finanziare reddito di cittadinanza, Flat tax e riforma della legge Fornero il Governo punta sul taglio agli sprechi. I numeri dicono che servono 12 miliardi fra aumenti della spesa per interessi, spese obbligatorie e impatto sul deficit della minor crescita. Altrettanti per stoppare le clausole Iva. Occorre un taglio di spesa da almeno 3-4 miliardi. Senza, la quadratura del cerchio è impossibile. Questo a prescindere dalla flessibilità che il ministro Tria riuscirà ad ottenere da Bruxelles. La linea ufficiale sul deficit 2019 resta quella dell’1,6% anche se non è escluso che si possa avvicinare al 2%. Trovare le risorse non è facile. Prima dell’estate il responsabile del Tesoro ha chiesto ai ministeri di inviare i propri programmi di revisione della spesa. Ad oggi i risultati non sono incoraggianti. Nel mirino ci sono i ‘consumi intermedi’ cioè i costi di funzionamento della macchina pubblica, sempre saliti oltre gli obiettivi. Nel quadriennio 2014-2017 lo sforamento è stato di 14 miliardi.

Sopravvenienze non tassate nel concordato ‘indiretto’
Luca Gaiani - Il Sole 24 Ore - pag. 27
Ieri il ministero dell’Economia ha chiarito che i concordati preventivi in continuità aziendale ‘indiretta’ sono equiparati a quelli liquidatori ai fini della detassazione delle sopravvenienze attive derivanti allo stralcio dei debiti. Se l’impresa debitrice cessa l’attività a seguito del trasferimento dell’azienda previsto dal piano di concordato in continuità, essa potrà usufruire della integrale esenzione delle sopravvenienze attive come previsto per le corrispondenti procedure liquidatorie. I piani concordatari con continuità aziendale si possono articolare o su una prosecuzione diretta dell’attività da parte del debitore oppure sulla prosecuzione da parte di un soggetto terzo a cui il debitore cede o conferisce l’azienda. Nel primo caso si applica la disciplina del concordato di risanamento con detassazione parziale delle sopravvenienze. Nel secondo è possibile l’equiparazione alle procedure liquidatorie se l’impresa debitrice cessi la propria attività.

Accise benzina a rischio aumento
Marco Mobili e Giovanni Parente - Il Sole 24 Ore - pag. 27
C’è il rischio aumenti sulle accise dei carburanti. Prima di pensare ai tagli occorre tenere presente gli aumenti già deliberati e in arrivo. E’ il caso del rincaro previsto dal Dl 91/2014 a partire dal prossimo 1°gennaio per finanziare l’Ace. Se nulla cambierà l’agenzia delle Dogane dovrà deliberare entro il 30 novembre 2018 in modo da determinare maggiori entrate nette non inferiori a 140,7 milioni nel 2019, 146,4 milioni nel 2020 e 148,3 milioni dal 2021. Anche sulla comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva è stato il gettito a guidare la ‘conferma’della scadenza di invio al 17 settembre invece del 30. Ad avviso del Mef lo slittamento di 15 giorni avrebbe comportato ‘il rischio di non incamerare il gettito previsto nella relazione tecnica’ al decreto fiscale collegato alla manovra 2017, ossia ‘1,4 miliardi di euro per il 2018’. Una risposta che non lascia ben sperare in vista dell’abolizione della comunicazione contenuta nella proposta di legge sulle semplificazioni fiscali di Lega e M5S.

Debutta l’ ‘esterometro’ per i transfrontalieri
Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce - Il Sole 24 Ore - pag. 28
Dal 2019 lo spesometro cambia, diventa più leggero e sarà dedicato alle operazioni transfrontaliere (esterometro). Sarà obbligatorio comunicare le operazioni con soggetti non residenti e non stabiliti. Questo perché l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati, in vigore dal 1°gennaio 2019, non coinvolge le operazioni con i ‘minimi’ e le operazioni con soggetti non residenti e non stabiliti, anche se identificati ai fini Iva in Italia. E’ necessario decidere e organizzare il processo per effettuare la comunicazione o per gestire i rapporti con l’estero. La norma dice che l’esterometro va prodotto solo in relazione alle transazioni realizzate nei confronti dei soggetti non stabiliti, ma non solo dai soggetti residenti e stabiliti in Italia, anche dagli identificati. Coordinando il dlgs 127/2015 e la circolare 13/E/2018 delle Entrate emerge che l’esterometro dovrà essere predisposto e inviato solo da soggetti residenti e stabiliti in Italia, ma la comunicazione dovrà comprendere anche le operazioni realizzate nei confronti di soggetti identificati.

Amministratori di condominio, il quadro AC si alleggerisce
Saverio Fossati - Il Sole 24 Ore - pag. 29
Con la risoluzione n. 67/E/2018 di ieri l’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’amministratore di condominio non è tenuto ad inserire nel quadro AC del modello Redditi i dati relativi a pagamenti per interventi di recupero del patrimonio edilizio sui quali è già stata operata dalla banca la ritenuta d’acconto dell’8%. Il dubbio era relativo alla necessità di annotare o meno nel quadro AC le somme pagate per i lavori di recupero del patrimonio edilizio, dato che per questa categoria di pagamento, che in genere avviene con bonifico, la banca opera una ritenuta alla fonte in automatico. Il documento di prassi amministrativa chiarisce che quei dati sono già inseriti nel modello 770, quadro SY, sezione III, perché affluiti alla banca dati del fisco attraverso il flusso telematico dei bonifici. Dunque nella sezione III del quadro AC non vanno indicati quei dati. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Amministratori, adempimenti soft’ – pag. 28)

Rimborso Tari a carico del bilancio comunale
Pasquale Mirto - Il Sole 24 Ore - pag. 29
I rimborsi per i pagamenti illegittimi della Tari sulle pertinenze possono essere finanziati con risorse del bilancio comunale. Non è possibile imputarne il costo al piano finanziario dei rifiuti. Con una risposta al question time in commissione Bilancio di ieri è arrivata, forse, una risposta al problema di come sostenere gli oneri relativi ai rimborsi resi necessari dal fatto che molti Comuni hanno chiesto il pagamento della quota variabile non solo per le abitazioni ma anche per le pertinenze. Il problema era stato sollevato nel corso di Telefisco 2018.

Opzione Gruppo Iva, è pronto il modello sul sito delle Entrate
Simona Ficola e Benedetto Santacroce - Il Sole 24 Ore - pag. 29
E’ stato pubblicato sul sito delle Entrate il modello che consente di effettuare la scelta per la costituzione del Gruppo Iva. Rappresenta l’ultimo passaggio mancante per consentire ai gruppi interessati di esercitare, entro il prossimo 15 novembre, l’opzione per applicare il particolare regime già dal 1°gennaio 2019. Insieme alle istruzioni per la sua compilazione, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello denominato ‘AGI/1’ che deve essere utilizzato per l’esercizio dell’opzione per la costituzione del Gruppo. Il modello deve essere presentato dal rappresentante del Gruppo tramite i servizi telematici dell’Agenzia e sottoscritto da tutti i partecipanti. Va utilizzato per comunicare le opzioni contabili nonché l’inclusione o l’esclusione di un partecipante. I soggetti passivi Iva stabiliti in Italia, esercenti attività d’impresa, arte o professione possono esercitare l’opzione a patto che ricorrano i vincoli di ordine finanziario, economico e organizzativo. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Gruppi Iva pronti all’opzione’ – pag. 28)

Infissi e caldaia dribblano i controlli Enea
Sa.Fo. - Il Sole 24 Ore - pag. 29
Figura nella legge di Bilancio 2018 il decreto che detta le modalità dei controlli sui lavori di risparmio energetico. Ad attuarli sarà l’Enea che entro il 30 giugno di ogni anno dovrà stilare un piano di verifiche degli interventi per i quali è stata presentata l’istanza di detrazione sul portale Enea e che si sono conclusi entro l’anno precedente. Sarà cura dell’Enea comunicare agli interessati l’avvio del procedimento. Questi avranno 30 giorni per fornire la documentazione richiesta. I controlli si faranno anche sul posto. Con le modifiche in vigore dal 2018 la sostituzione degli infissi e delle caldaie tradizionali con quelle a condensazione ha visto ridurre la detrazione dal 65 al 50%. Di fatto tali interventi sono stati equiparati agli interventi di risparmio energetico non qualificati. E bypassano i controlli dell’Enea.

Eccedenza Iva in detrazione anche senza dichiarazione
Rosanna Acierno - Il Sole 24 Ore - pag. 31
Con l’ordinanza n. 22340 depositata lo scorso 13 settembre la Corte di cassazione ha affermato che il contribuente può portare in detrazione l’eccedenza Iva anche in assenza della relativa dichiarazione annuale, ma è tenuto a rispettare i requisiti di inerenza e certezza del costo per fruire della detrazione. L’omessa presentazione della dichiarazione, infatti, non consente l’automatico disconoscimento del credito Iva in assenza di ulteriori elementi e circostanze che ne provino l’inesistenza. La pronuncia trae origine dal disconoscimento automatico di un credito Iva compensato da una Srl, così come risultante dalle fatture e dalle liquidazioni periodiche, ma non riportato nella dichiarazione relativa all’anno di imposta in cui era maturato.

Bonus pubblicità solo per chi ha investito l’anno precedente
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - pag. 32
Da domani sarà possibile presentare le domande per accedere al credito d’imposta sulla pubblicità. Il contributo è riconosciuto alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali che effettuano investimenti in pubblicità il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente. Il bonus è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, pmi e startup innovative. L’incremento al 90% è però sospeso in attesa del via libera della Commissione europea. Normalmente i crediti d’imposta si basano su una logica incrementale e sono riconosciuti anche se la media di riferimento è nulla. Ancora non si sa se la comunicazione prevista dal decreto accetterà o meno valori di riferimento della media pari a zero. Se la risposta sarà negativa è chiaro che una grossa fetta di potenziali fruitori del bonus sarebbe tagliata fuori. Pensiamo ad esempio alle aziende neocostituite.

Litigiosità fiscale giù del 7,5%
Vincenzo Morena - Italia Oggi - pag. 25
Ieri il ministero dell’Economia ha diffuso il rapporto trimestrale sul contenzioso tributario. I dati dicono che nel secondo trimestre dell’anno sono scese del 7,54% le cause promosse da cittadini e imprese contro gli uffici fiscali, rispetto allo stesso periodo del 2017. In calo anche il numero delle controversie definite dai giudici (-6,50%). Dunque il secondo trimestre del 2018 conferma il calo della litigiosità fiscale, trend decrescente iniziato nel 2012. Nei contenziosi lo Stato è quasi sempre vincente, mentre i contribuenti lo sono solo una volta su tre. I dati evidenziano che nelle Ctp i giudici a favore dell’Ente impositore sono il 46%, mentre quelli completamente favorevoli al contribuente circa il 31%. La percentuale delle controversie concluse con giudizi intermedi è stata di circa il 12%. Sulla stessa linea i dati delle Ctr che vedono salire al 37% i responsi a favore del contribuente.

Cartelle, compensazioni strette
Cristina Bartelli - Italia Oggi - pag. 29
In commissione Finanze di Montecitorio il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci ha chiarito che non è possibile compensare i crediti vantati nei confronti della Pa con i ruoli recenti cioè con quelli notificati dopo il 31 dicembre 2017. Con il decreto Dignità la compensazione è stata estesa a tutto il 2018 per le cartelle notificate entro il 31 dicembre 2017 e nulla è possibile fare per ‘forzare’ il confine di applicazione della legge. Secondo il Governo la fissazione di un termine successivo determinerebbe effetti negativi per la finanza pubblica, in termini di minor gettito per gli enti impositori. Sarebbe necessario individuare – dice Bitonci – idonei mezzi di copertura finanziaria. Per quanto concerne il trattamento fiscale nel concordato con continuità esterna Bitonci precisa che le sopravvenienze attive sono detassate totalmente in quanto non potrà verificarsi l’utilizzo futuro delle perdite pregresse.

Società sportive senza Imu se prive di fini di lucro
Benito Fuoco e Nicola Fuoco - Italia Oggi - pag. 28
Non pagano l’Imu le società sportive a responsabilità limitata prive di fini di lucro. Per avere diritto all’esenzione la società non deve presentare nessuna dichiarazione. Ad affermarlo la Ctr della Lombardia nella sentenza 3576/2018 depositata in segreteria l’8 agosto 2018. La ricorrente, titolare di una struttura sportiva adibita a piscina con annessi locali destinati anche ad usi commerciali, aveva presentato ricorso davanti alla Ctp di Lodi per due avvisi di accertamento Imu relativi al biennio 2014-2015. Sosteneva di aver diritto all’esenzione Imu in base alle disposizioni della Finanziaria 2003. I giudici tributari di primo grado le davano ragione, in parte, ritenendo imponibile solo la parte commerciale. In appello i giudici tributari confermavano l’orientamento dei colleghi di primo grado e rigettavano il ricorso del Comune.

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