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Lunedì, 19 Novembre , 2018
Tagli se si supera i 2,4% di deficit Ma la trattativa con l’Ue è congelata
Enrico Marro - Corriere della Sera - pag. 2
La trattativa tra il Governo e la Commissione europea sulla manovra economica si è interrotta. Se ne riparlerà mercoledì dopo che la Commissione avrà espresso il suo giudizio definitivo sul Ddl di Bilancio dell’Italia. Verrà confermata la bocciatura e prenderà il via la procedura d’infrazione per violazione delle regole di bilancio. Non è escluso, tuttavia, che mercoledì Bruxelles lanci un avvertimento al nostro Paese, preannunciando l’apertura a gennaio della procedura se la manovra non cambierà durante l’esame parlamentare. C’è ancora un mese di tempo per evitare che la situazione precipiti. Sui possibili interventi, ieri, Di Maio ha prospettato ‘clausole di salvaguardia che mettano al riparo dallo sforamento del deficit’ del 2,4% del Pil nel 2019. Dal Tesoro la rassicurazione che il 2,4% è invalicabile; il controllo sulla spesa sarà costante e su tutte le voci.

Tria al vertice dei 19 Paesi sul bilancio della zona euro L’Italia pronta a dire no
Ivo Caizzi - Corriere della Sera - pag. 2
Oggi si terrà a Bruxelles l’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria è pronto a dire ‘no’ alla proposta franco tedesca di bilancio della zona euro. Roma è indisponibile ad accettare soprattutto la parte che escluderebbe i Paesi con deficit o debito eccessivo dai fondi per investimenti, ricerca e innovazione. Questa clausola è stata interpretata come una ulteriore pressione anti Italia, dopo che il Governo si è visto contestare dalla Commissione europea il progetto di bilancio 2019 per il deficit al 2,4% del Pil considerato eccessivo. La Farnesina ha sollevato dubbi anche sulle contribuzioni nazionali. Al ministro Tria il compito di spiegare all’Eurogruppo le riserve italiane. La negoziazione di un compromesso potrebbe servire anche per trovare un’intesa sulla manovra 2019.

‘Quota 100’, precoci e vecchiaia: in arrivo un maxi-esodo dal lavoro
Davide Colombo - Il Sole 24 Ore - pag. 2
Con l’arrivo di ‘quota 100’, ovvero la possibilità di andare in pensione con 62 anni d’età e 38 di contributi il numero di pensionamenti potrebbe salire sensibilmente. Il governo stima 360mila candidati alla nuova pensione di anzianità. L’ufficio parlamentare di bilancio parla, invece, di 437mila ‘quotisti’: 212mila circa con una prospettiva di assegno a calcolo misto e 224mila a calcolo totalmente retributivo. I calcoli arrivano a un totale di 620.592 pensionati potenziali nel 2019 se si aggiungono anche i candidati alla pensione di vecchiaia, gli altri anticipi e i lavoratori precoci, che potranno uscire con 41 anni di contributi avendo fatto più di un anno di impiego prima dei 19 anni e che rientrano in determinate condizioni di disagio sociale o lavorativo. Non tutti i ‘quotisti’ andranno in pensione perché sono chiamati a fare i conti con i disincentivi. Saranno sicuramente molto di più di quelli finora usciti con un anticipo: il 50% in più stima il min. Lavoro. I nuovi pensionati dovrebbero arrivare per il 60% dal settore privato e per il 40% dal pubblico.

L’ecobonus fa i conti con i tagli nel 2019
Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste - Il Sole 24 Ore - pag. 5
Il Governo ha deciso di prorogare al 2019 lo sconto sui lavori in casa confermando l’agevolazione al 50%. La manovra, almeno finora, con contiene la ‘potatura’ delle tax expenditures. Anzi, le agevolazioni sono salite a 513 (nel 2017 erano 466) per 61,1 miliardi di minori entrate nel 2019. La manovra conferma il taglio scattato lo scorso anno per l’ecobonus che resta al 50%. Interessa il cambio di finestre, l’installazione di schermature solari, la sostituzione di caldaie a biomassa o condensazione. Secondo il Politecnico di Milano con il taglio dell’aliquota al 50% per finestre e infissi l’esborso statale passa da 60 a 47 centesimi di euro per ogni euro investito dai privati. Per le schermature solari si scende da 47 a 33 centesimi e per gli impianti di riscaldamento da 48 a 34. Si trascurano, però, altre finalità come il contrasto al lavoro nero e l’effetto traino sull’indotto. Senza dimenticare le interazioni con lo sconto edilizio ‘standard’ al 50%: non ci sarebbe da stupirsi se i dati sulle dichiarazioni 2018 mostreranno una fuga dall’ecobonus.

La web tax all’italiana è già in perdita
Eugenio Bruno e Marco Mobili - Il Sole 24 Ore - pag. 6
E’ ferma al palo l’imposta sui ricavi digitali introdotta con la legge di Bilancio 2018. La misura rischia di trasformarsi in un ‘prelievo a perdere’. E non solo per lo Stato ma per l’intero settore dei servizi digitali chiamati, in caso di mancati correttivi, a corrispondere un’imposta che secondo Netcomm è ad alto potenziale discorsivo sull’economia, poiché va a tassare i ricavi delle imprese digitali e non gli utili. Con una contrazione dei ricavi di quasi 2 miliardi e una perdita di oltre 16mila posti di lavoro, secondo lo scenario più pessimistico. In realtà lo stallo sulla web tax made in Italy è voluto. Il governo attende le decisioni della Ue sulla ‘digital service tax’ che, a sua volta, prevede una tassazione dei ricavi delle imprese digitali. La Commissione, però, sta lavorando a un’alternativa con l’obiettivo di individuare un nesso tra il servizio e il prelievo che vada oltre la stabile organizzazione.

Dai big della rete solo 15 milioni sono arrivati al Fisco nel 2017
Marzio Bartoloni - Il Sole 24 Ore - pag. 6
Nel 2017 sei multinazionali del web del calibro di Airbnb, Amazon, Booking, Facebook, Google e Twitter hanno pagato circa 15 milioni di tasse al Fisco italiano. Una miseria. Ma le cose stanno cambiando come dimostrano i recenti accordi con le Entrate di Google e Amazon. Il ‘trucco’ è quello di registrare nel nostro Paese solo una piccola parte delle entrate effettive realizzate dalle filiali, contabilizzando nei conti delle aziende controllanti – con sede dove si pagano meno tasse – gran parte del giro d’affari. Leggendo gli ultimi bilanci depositati nel registro gestito da Infocamere si scopre che le sei Srl aperte in Italia dai colossi del web hanno un giro d’affari e di conseguenza imposizioni fiscali da piccolissime aziende.

Il Fisco continua a contestare il raddoppio dei termini per l’Irap
Laura Ambrosi e Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 16
L’Agenzia delle Entrate non molla e continua a contestare il raddoppio dei termini di accertamento per le violazioni Irap, nonostante da qualche tempo la Cassazione ritenga non legittimi i termini più lunghi per le rettifiche dell’imposta regionale sulle attività produttive. La conseguenza è che da una parte i contribuenti devono farsi carico delle spese legali per vedersi annullata la pretesa, dall’altro l’Agenzia viene sempre più spesso condannata al pagamento delle spese legali che poi ricadono sulla collettività. Tutto ciò perché, secondo vari uffici, a livello centrale non viene assunta alcuna direttiva per uniformare il comportamento delle strutture periferiche al pacifico orientamento della Suprema corte. E la circostanza è ancora più singolare se si considera che anche la Guardia di Finanza ha escluso il raddoppio all’Irap, poiché la proroga opera solo per i reati in materia di imposte sui redditi e Iva.

Riportabili le perdite generate dal 2014
Paolo Meneghetti - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 17
La manovra di Bilancio 2019 contiene una piccola rivoluzione per la disciplina delle perdite d’impresa prodotte da soggetti Irpef, sia costituiti nella forma di impresa individuale, sia nella forma di società di persone commerciali. Il Ddl modifica l’articolo 8 del Tuir abolendo la parte in cui si consente ai soggetti Irpef in contabilità semplificata di sommare algebricamente le perdite d’impresa a ogni reddito generato nell’esercizio. Il primo effetto della novità in arrivo è che viene meno la specificità delle imprese in contabilità semplificata, che verranno trattate come le imprese Irpef in contabilità ordinaria. La seconda modifica elimina, invece, l’imputazione delle perdite al reddito d’esercizio del periodo e di quelli successivi non oltre il quinto: tutte le imprese Irpef vengono trattate come quelle Ires, quindi le perdite d’impresa incidono in primis sul reddito di periodo. Redditi e perdite si compensano e l’eccedenza viene riportata a nuovo per impattare sui redditi successivi con l’abbattimento limitato all’80% del reddito.

Cambi contabili sul leasing: il costo resta deducibile
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 18
La Ctr Lombardia, con la sentenza 4221/16/2018, depositata lo scorso 9 ottobre, afferma che è illegittimo l’avviso di accertamento con il quale l’ufficio riprende a tassazione i componenti negativi di reddito dedotti dall’impresa che in corso di contratto modifica il criterio di rilevazione della locazione finanziaria, passando dal ‘metodo patrimoniale’ previsto dai vigenti Oic al ‘metodo finanziario’ proprio degli Ias/Ifrs. L’Agenzia delle Entrate aveva presentato appello contro il giudizio di primo grado che aveva accolto il ricorso considerando legittimi i maggiori costi derivanti dal passaggio della contabilizzazione del leasing dal metodo patrimoniale a quello finanziario, pur non essendo la società soggetta all’applicazione degli Ias/Ifrs e avendo applicato i principi contabili nazionali Oic. I giudici lombardi dicono dunque sì al passaggio dal metodo patrimoniale degli Oic a quello finanziario degli Ias.

Edificio venduto con titolo volturato: no alla plusvalenza
Stefano Sereni e Orlando Lamonica - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 18
La cessione a titolo oneroso di un fabbricato per il quale è già prevista la demolizione e la riedificazione non genera plusvalenza tassabile. L’ufficio, infatti, non può rideterminare l’oggetto della compravendita, individuandolo nella ‘potenzialità edificatoria’ del terreno su cui insiste l’immobile già esistente, in base ad una concessione edilizia che riguarda la relativa area. A fornire questo principio la Ctp di Parma con la sentenza 369/3/2018 depositata lo scorso 6 novembre. Tutto ha avuto inizio da un avviso di accertamento con il quale l’ufficio riqualificava la compravendita di un complesso immobiliare, composto da fabbricati in parte ad uso abitativo e in parte ad uso agricolo, con annessa area cortilizia circostante, in cessione di terreno, il quale era passato da destinazione agricola a quella residenziale con un provvedimento del Comune.

App, sito o gestionale per la e-fattura
Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce - Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - pag. 19
Il 1°gennaio 2019 la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria anche fra privati. Imprese e professionisti sono chiamati a trovare soluzioni utili. Il mercato offre tre proposte: la prima, semplificata, si realizza con un servizio fruibile tramite un’applicazione web; la seconda si basa sulla condivisione di piattaforme che girano intorno a specifici gestionali; la terza utilizza provider esterni che gestiscono il dato e trasmettono o ricevono le fatture elettroniche. Queste soluzioni devono comunque rispettare i principi richiamati dal Garante della privacy. I tre modelli citati hanno specifiche caratteristiche che portano a considerare interessati al servizio web e app i piccoli operatori che trattano un numero limitato di fatture; la soluzione integrata guarda invece alle imprese e ai professionisti; infine i sistemi personalizzati che sono rivolti alle grandi imprese con ampia autonomia gestionale e sistemi Ict complessi.

Fattura elettronica, così non va
Antonio Ciccia Messina - Italia Oggi - pag. 5
Richiamo del Garante della privacy. Se parte così com’è la fatturazione elettronica andrà sicuramente a violare le norme del Gdpr. Con il provvedimento n. 481 dello scorso 15 novembre il Garante elenca i problemi che derivano da una sottovalutazione delle disposizioni a tutela della riservatezza dei contribuenti. L’Agenzia delle Entrate è chiamata dunque ad intervenire altrimenti andrà incontro alle contestazioni per la violazione della privacy. In mancanza di correzioni di rotta il rischio è rappresentato dal blocco totale e da sanzioni fino a 20 milioni di euro. Per il Garante il Fisco non ha considerato adeguatamente i rischi per la privacy delle persone e non ha adottato misure tecniche e organizzative adeguate.

Atti, responsabile non richiesto
Sergio Trovato - Italia Oggi - pag. 7
Con la sentenza n. 27577 dello scorso 30 ottobre la Corte di cassazione ha affermato che la mancata indicazione del responsabile del procedimento non comporta la nullità degli avvisi di accertamento. La sanzione della nullità è prevista da una norma ad hoc solo per ruoli e cartelle di pagamento. L’indicazione del responsabile è imposta tassativamente dallo Statuto del contribuente, ma la sua omissione non è sanzionata espressamente con la nullità. Secondo la Corte l’indicazione del responsabile del procedimento negli atti dell’Amministrazione finanziaria non è richiesta a pena di nullità in quanto tale sanzione è stata introdotta per le sole cartelle di pagamento e applicabile soltanto alle cartelle riferite ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1°giugno 2008. Dunque, l’omessa indicazione del responsabile del procedimento non inficia la validità della pretesa tributaria.

La voce del portiere non basta
Antonio Longo - Italia Oggi - pag. 8
Il messo notificatore non può fidarsi delle parole del portiere ma è chiamato a verificare l’irreperibilità assoluta della società contribuente. Deve in sostanza controllare che quest’ultima non abbia più né l’abitazione né l’ufficio o l’azienda nel comune sede del proprio domicilio fiscale, non essendo sufficiente la generica dichiarazione del portiere dello stabile. Ad affermare il principio è la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 27035 dello scorso 24 ottobre. La pronuncia distingue tra irreperibilità relativa e assoluta. Il caso analizzato dai giudici aveva per oggetto l’impugnazione proposta dal contribuente avverso un avviso di intimazione di pagamento notificato dall’agente della riscossione alla società per omessa notifica della cartella di pagamento, recante l’iscrizione a ruolo dell’Iva dovuta a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione per l’anno di imposta 2003.

Omaggi mai imponibili perché o sgravati o già tassati a monte
Franco Ricca - Italia Oggi - pag. 9
A partire dal prossimo 1°gennaio anche le autofatture degli omaggi dovranno essere emesse in formato elettronico e trasmesse al Sistema di interscambio. La precisazione arriva dall’Agenzia delle Entrate. Ci si chiede, ora, se sarà possibile continuare ad adottare l’alternativo metodo della tenuta del registro degli omaggi che consente di evitare l’adempimento dell’autofatturazione. Il regime Iva delle cessioni gratuite prevede che sono imponibili le cessioni riguardanti i beni che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa. Queste operazioni sono tassabili indipendentemente dal valore. La base imponibile è costituita dal prezzo di acquisto o, in mancanza, dal prezzo di costo dei beni. L’assoggettamento della cessione gratuita mira ad evitare che il bene giunga al consumo sgravato dell’Iva, imponendo al soggetto passivo la restituzione dell’imposta a suo tempo detratta. Non è obbligatorio che l’addebito dell’imposta ricada sulla controparte in quanto l’onere fiscale può essere sostenuto anche dal cedente.

Eco-bonus, conta il pagamento
Sandro Cerato - Italia Oggi - pag. 11
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 46, fornisce chiarimenti per una corretta gestione delle spese di riqualificazione energetica che consentono di fruire dei benefici fiscali. Le imprese in contabilità semplificata per cassa fruiscono delle detrazioni per interventi di risparmio energetico e per adeguamento sismico nel periodo d’imposta in cui eseguono il pagamento e se lo stesso avviene con mezzi di pagamento tracciabile quale il bonifico. Rientrano tra i soggetti beneficiari le persone fisiche, le imprese individuali e le società (di persone e di capitali). E’ bene ricordare che la detrazione per il risparmio energetico e per gli adeguamenti sismici sono fruibili anche dagli esercenti attività d’impresa, per i quali l’adozione del principio di competenza consente di effettuare i pagamenti anche senza l’utilizzo del bonifico in quanto la spesa è imputata con le regole della competenza e non nel periodo di effettivo sostenimento del costo.

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